Quattro PMI svizzere su cinque prevedono che le minacce per le aziende aumenteranno in seguito all’avvento dell’intelligenza artificiale. Lo studio «PMI Cyber sicurezza 2026» della Mobiliare, realizzato in collaborazione con diversi partner, evidenzia inoltre che molte aziende dispongono di una solida protezione sul piano tecnico, ma che permangono ancora lacune nella preparazione organizzativa.
La cyber sicurezza torna in primo piano
Dopo un calo d’interesse registrato nell’anno precedente, nel 2026 la cyber sicurezza torna a essere un tema scottante: quasi una PMI su la ritiene importante o molto importante. Sono inoltre aumentate le imprese che definiscono chiaramente le responsabilità. Le autrici e gli autori dello studio vedono in questo un segnale positivo: la cyber sicurezza è sempre più considerata un compito di gestione strategica e non più esclusivamente una questione informatica.
Rimane fondamentale integrare le misure di protezione tecnica con responsabilità chiaramente attribuite, corsi di formazione per il personale e piani di emergenza. Circa due aziende su cinque prevedono di adottare ulteriori misure di sicurezza nei prossimi tre anni.
«Lo studio evidenzia chiaramente che le PMI con un’elevata maturità digitale e una forte propensione all’innovazione tecnologica attribuiscono maggiore importanza anche alla propria cyber resilienza. La cyber sicurezza non inizia quindi dal firewall, ma da una chiara strategia digitale», afferma il Prof. Dr. Marc K. Peter, responsabile del progetto e docente alla HES-SO Valais-Wallis.
L’IA cambia lo scenario delle minacce
Quattro PMI su cinque prevedono un aumento del rischio a causa dell’intelligenza artificiale. Anche i criminali potrebbero infatti utilizzarla per sferrare cyber attacchi. Al tempo stesso, quasi la metà delle PMI non impiega ancora questa tecnologia nei propri progetti. L’intelligenza artificiale è quindi percepita come un’opportunità economica ma anche come una nuova fonte di rischio.
«La cyber criminalità rappresenta ormai un rischio aziendale concreto per le PMI svizzere, aggravato ulteriormente dall’IA. Le circa 35 000 PMI colpite dimostrano che la cyber protezione è oggi importante tanto quanto la prevenzione degli incendi o dei pericoli naturali. La cyber sicurezza non deve quindi essere di esclusiva competenza del reparto IT, ma deve rientrare nelle competenze della direzione aziendale ed essere integrata nella strategia dell’impresa. «Una cyber assicurazione può mitigare i rischi, ma non sostituisce la responsabilità individuale», afferma Jesús Pampín, responsabile del Centro di competenza Cyber Risk della Mobiliare.
Solida protezione tecnica, ma preparazione organizzativa insufficiente
Sul piano tecnico, le PMI svizzere adottano solide misure di protezione: oltre l’80 per cento aggiorna il software, nove su dieci eseguono backup e l’autenticazione a più fattori è ormai diffusa in molti ambiti.
A livello organizzativo, invece, restano ampi margini di miglioramento: solo circa un terzo delle PMI forma periodicamente il personale o aggiorna in modo sistematico l’inventario dei sistemi IT. Piani di emergenza, audit sulla sicurezza e verifica della sicurezza informatica dei fornitori sono ancora decisamente meno diffusi. Inoltre, benché i backup siano comuni, soltanto una PMI su quattro ne testa il ripristino in caso di emergenza.
«Molte aziende continuano ad affidarsi a misure di protezione basilari trascurando i piani di emergenza organizzativi. Eseguire backup non basta: occorre verificare periodicamente che i dati possano essere ripristinati rapidamente dopo un cyber attacco», afferma Anu Anthamatten, responsabile progetto di digitalswitzerland.
I cyber eventi gravano su tutta l’azienda
I cyber attacchi non provocano soltanto danni finanziari. Le aziende colpite segnalano spesso un notevole onere aggiuntivo nella gestione degli incidenti. Oltre alle ripercussioni finanziarie, le probabili perdite di tempo e le interruzioni dell’attività che ne risultano avranno un peso soprattutto per dipendenti e dirigenti. Nelle imprese con almeno dieci dipendenti, l’impatto è risultato nettamente maggiore rispetto alle aziende di dimensioni più ridotte.
I cyber eventi non riguardano soltanto le singole aziende: segnalare gli incidenti e condividere le informazioni permette di delineare un quadro più completo della situazione. «Informazione, prevenzione e collaborazione sono elementi essenziali di un ecosistema informatico resiliente», sintetizza Romain Geiser, Programm Manager Ciberstrategia nazionale presso l’Ufficio federale della cibersicurezza UFCS.
I risultati completi dello studio «PMI Cyber sicurezza 2026» sono disponibili dal 22 ottobre 2026 su www.cyberstudie.ch.
Lo studio
Ai fini dello studio, tra il 24 giugno e il 10 luglio 2026 sono state condotte interviste con 507 dirigenti di PMI svizzere che impiegano da 1 a 49 dipendenti. I risultati sono rappresentativi di circa 614 400 PMI in tutte le regioni della Svizzera. Il campione è stato definito con quote non proporzionali per dimensione aziendale e regione linguistica, quindi ponderato proporzionalmente. La selezione si è basata sul panel Internet di YouGov.
Lo studio è stato svolto dalla Mobiliare assieme a digitalswitzerland, HES-SO Valais-Wallis, HWZ Hochschule für Wirtschaft Zürich, Accademia svizzera delle scienze tecniche SATW e con il supporto dell’Ufficio federale della cibersicurezza UFCS.
I partner dello studio
digitalswitzerland: organizzazione mantello per la digitalizzazione in Svizzera, riunisce oltre 140 membri provenienti da economia, scienza, società civile e autorità.
La Mobiliare: nel 2026 la più antica assicurazione privata della Svizzera festeggia i suoi 200 anni all’insegna del motto «Insieme è meglio». In qualità di cooperativa promuove la prevenzione, la resilienza e una società pronta per il futuro.
Accademia svizzera delle scienze tecniche SATW: principale rete svizzera di esperti nel settore delle scienze ingegneristiche. Su mandato della Confederazione, affronta temi rilevanti per la politica tecnologica.
Ufficio federale della cibersicurezza UFCS: centro di competenza della Confederazione per la cyber sicurezza e primo punto di contatto per economia, amministrazione, istituti di formazione e popolazione.
HES-SO Valais-Wallis School of Management: forma i manager di domani e conduce ricerca applicata per sostenere la trasformazione digitale dell’economia regionale e nazionale.
HWZ Hochschule für Wirtschaft Zürich: principale scuola universitaria svizzera di economia dedicata esclusivamente a percorsi di studio paralleli all’attività professionale.
YouGov Schweiz (ex LINK): sede svizzera del gruppo internazionale di dati e analisi, realizza ricerche di mercato a livello globale per la pianificazione di marchi e campagne.
Contatti per i media
David Torcasso, Head of Communications and Marketing, digitalswitzerland
+41 76 824 48 80, david@digitalswitzerland.com
Marc K. Peter, Professore di Digital Business, HES-SO Valais-Wallis School of Management
+41 79 300 55 60, marckurt.peter@hes-so.ch