
Il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata
Il mondo del lavoro si sviluppa a ritmi vertiginosi. Nell’era del lavoro ibrido e del New Work, per citare solo due dei neologismi più recenti, è sempre più importante trovare il giusto equilibrio tra i vari settori della vita. Proprio in questo ambito entra dunque in gioco la gestione dei limiti (boundary management).
Remo Rüegger Tempo di lettura: 3 minuti Ultimo aggiornamento: febbraio 2026 2 Nuovo contributo
I confini tra lavoro e vita privata tendono ad assottigliarsi, il che può avere ripercussioni negative sul nostro benessere e sulla nostra salute. È pertanto fondamentale che questi due capisaldi della nostra vita siano in sintonia.

Fissare dei limiti con consapevolezza
Gestire i limiti significa tracciare demarcazioni tra lavoro e vita privata adatte alla propria situazione individuale. Questi limiti vanno sempre scandagliati, ricreati, mantenuti o modificati. A seconda delle preferenze personali in fatto di limiti, le persone possono rientrare in una di queste tre categorie:
- segmentatore (netta separazione di lavoro e vita privata);
- integratore (forte mescolanza dei due settori della vita);
- tipo misto (lavoro e vita privata vengono nettamente separati o mescolati in base alla situazione).
Caratteristiche tipiche dei tre profili
In sintesi, i segmentatori desiderano orari di lavoro regolamentati e sono rigorosamente offline nel tempo restante. Apprezzano una giornata di lavoro chiaramente strutturata, motivo per cui il telelavoro può rappresentare una sfida se altri familiari sono a casa.
Le persone che rientrano nel profilo dell’integratore hanno invece bisogno di un’organizzazione del tempo relativamente meno strutturata per sentirsi bene. Lavorano dove e quando sembra loro opportuno. Sono quasi sempre online e inseriscono spontaneamente delle pause nel corso della giornata. Per queste persone può essere però difficoltoso mantenere la visione d’insieme dell’orario di lavoro.
Chi rientra nel profilo del tipo misto separa lavoro e vita privata a propria discrezione. Ma un atteggiamento così flessibile ha anche un rovescio della medaglia: tali persone hanno infatti difficoltà a creare spazi personali e a prendersi del tempo per sé stesse.
Questi esempi mostrano che i confini tra lavoro e vita privata possono essere rispettati o superati a seconda del profilo, ovvero delle peculiarità di ogni singola persona. Ma c’è un aspetto sempre valido, indipendentemente dalla categoria in cui si rientra: l’eventuale violazione dei limiti può ripercuotersi negativamente sul benessere personale e su chi ci circonda.
Sfera di influenza delle imprese
Le imprese possono aiutare le proprie collaboratrici e i propri collaboratori a gestire i limiti in maniera ottimale, nel rispetto delle loro preferenze individuali. Ad esempio, affrontando attivamente il tema e discutendone durante i colloqui individuali. Diventa così possibile formulare le aspettative e creare le condizioni quadro.
Tre consigli per la gestione personale dei limiti
- Mettere in atto dei rituali. I rituali aiutano nella vita di tutti i giorni. Qualche esempio: impostare una sveglia all’ora in cui deve iniziare o finire la giornata lavorativa. Alla fine della giornata lavorativa potrebbe essere utile stilare una lista delle cose da fare più importanti per il giorno seguente. Le idee legate al lavoro che vengono in mente durante le ore libere vanno messe per iscritto su un foglio affinché non rappresentino un assillo ma allo stesso tempo non vengano dimenticate. È bene individuare ciò che fa al proprio caso. Il rituale va ripetuto ogni giorno affinché diventi una routine.
- Prendere sul serio il proprio stato di salute e le proprie esigenze, concedendosi regolarmente dieci minuti di tempo per riflettere su questioni quali: quando è particolarmente importante fissare dei limiti? In quale ambito posso trarre dei benefici se si fa qualcosa in più? Che cosa mi fa stare bene? Dove posso trovare l’equilibrio e la calma? Che cosa mi dà forza? Rispondere a queste domande può essere d’aiuto per orientare la propria bussola interna.
- Tematizzare e comunicare i propri limiti. Tipo misto, segmentatore o integratore: nessuno di questi profili è migliore dell’altro. Si tratta perlopiù di preferenze individuali, che vanno comunicate e discusse nel team o in famiglia. Occorre definire degli orari in cui si è reperibili e altri in cui non si vuole essere raggiunti. E renderli visibili, ad esempio in un calendario condiviso. Perché lo scambio costruttivo può favorire la comprensione reciproca del comportamento e delle necessità delle singole persone.

