
Riconoscere lo stress per evitarlo
Il Mobiliar Lab for Analytics presso il Politecnico federale di Zurigo ha analizzato il fenomeno dello stress nel lavoro d’ufficio quotidiano. Qui sono disponibili informazioni interessanti e consigli utili sulla gestione dello stress.
Remo RĂĽegger , Erika Meins Tempo di lettura: 4 minuti Ultimo aggiornamento: febbraio 2026 2 Nuovo contributo
Intervista
Intervista alla dottoressa Erika Meins, responsabile del Mobiliar Lab for Analytics presso il Politecnico federale di Zurigo, e a Remo RĂĽegg, specialista in gestione della salute in azienda presso la Mobiliare.
Signora Meins, lei è alla guida del Mobiliar Lab for Analytics dal 2018. In uno studio, il suo team di ricerca ha simulato diverse situazioni nella vita d’ufficio di tutti i giorni e ha analizzato l’effetto che queste situazioni hanno sul livello di stress delle persone partecipanti. Che cosa è emerso?
(Erika Meins) In primo luogo, abbiamo potuto dimostrare quanto stress causino le interruzioni sul lavoro. In una situazione impegnativa sul piano sociale, le persone sottoposte a ripetute interruzioni hanno prodotto il doppio del cortisolo rispetto alle altre. Sorprendentemente, la reazione fisica è stata più forte di quella psichica. Ciò significa dunque che lo stress effettivo è superiore a quello che percepiamo. In secondo luogo, abbiamo visto che basta una reazione neutrale o non empatica da parte del proprio superiore per provocare stress. Al contrario, una situazione potenzialmente stressante viene attenuata se l’ambiente professionale reagisce con gentilezza e comprensione.
Dalla pandemia si lavora molto meno spesso al normale posto di lavoro. I risultati del suo studio si applicano anche al telelavoro?
(Erika Meins) Tali meccanismi, ovvero gli effetti negativi delle interruzioni sul posto di lavoro o lo stress sociale, si applicano in generale anche al telelavoro. Qui possono essere addirittura peggiori, penso ad esempio alle interruzioni dovute ai figli, che spesso richiedono attenzioni.
Che cosa consiglia alla dirigenza per proteggere il loro personale dallo stress cronico?
(Erika Meins) Riservare momenti precisi della giornata alla reperibilità o allo svolgimento di determinati compiti conferisce una maggiore struttura al processo di lavoro e riduce le interruzioni. Durante questi momenti dedicati si può quindi lavorare in maniera più produttiva e rilassata. E la pausa deve davvero servire per riprendersi, meglio se abbinata a del movimento nella natura o almeno all’aria aperta. Un aspetto importante è rappresentato anche da rapporti interpersonali amichevoli e comprensivi. Una chiacchierata veloce o una risata insieme a un collega possono fare una grande differenza nel quotidiano. Il telelavoro complica un po’questi aspetti. Tuttavia può essere d’aiuto, ad esempio, un utilizzo moderato di emoji nelle e-mail.
(Remo Rüegger) L’importante è affrontare apertamente il tema e sensibilizzare le persone. Quali sono i primi possibili segnali d’allarme? Come si sviluppa lo stress percepito? Uno strumento comprovato per misurare i fattori di stress esistenti e renderli visibili è, ad esempio, il sondaggio per il personale Job-Stress-Analysis di FWS. Le collaboratrici e i collaboratori non vanno però semplicemente ascoltati, ma anche coinvolti attivamente nella ricerca di soluzioni. Allo stesso tempo la dirigenza dovrebbe articolare in modo chiaro le proprie aspettative e agire in modo esemplare.
Che cosa fa quando si sente stressata?
(Erika Meins) Una respirazione profonda e tranquilla genera relax immediato. Inoltre, uso i tempi di attesa, ad esempio alla stazione ferroviaria o a un incrocio mentre aspetto il verde, come piccoli momenti di riposo per rilassarmi. Per ridurre lo stress acuto, una mini pausa di due o tre minuti mi aiuta: respiro profondamente e cerco di estraniarmi dalla situazione. La difficoltà è che in situazioni stressanti non ci si pensa affatto. Questo è il punto di partenza del nostro progetto di ricerca: un sistema di allarme rapido personalizzato per lo stress, abbinato a interventi digitali per ridurre lo stress sul lavoro.
(Remo Rüegger) La cosiddetta tecnica del pomodoro mi aiuta a strutturare la mia attività lavorativa. Inoltre, questo approccio mi permette di ottenere piccoli successi ricorrenti e di fare brevi pause. All’interno del nostro team si è anche mostrato utile avere uno scambio regolare e condividere eventuali domande già prima delle riunioni, un approccio che permette di preparare meglio le risposte e sfruttare al meglio il tempo delle riunioni. E, non da ultimo, è importante ricaricarsi nel tempo libero. Il mio consiglio personale per staccare la spina: il giardinaggio.

Mobiliar Lab for Analytics presso il Politecnico federale di Zurigo
Il Mobiliar Lab for Analytics è stato creato nel 2013 dal Politecnico federale e dalla Mobiliare ed è parte integrante dell’impegno sociale della Mobiliare. Sfruttando le nuove tecnologie e il machine learning, il team interdisciplinare lavora sulle interazioni digitali responsabili. Il laboratorio si è prefisso, tra l’altro, di migliorare ulteriormente le interazioni digitali per l’essere umano.
Tre punti da ricordare per promuovere la salute in azienda
- Le interruzioni sul lavoro causano stress. Strutturare la propria giornata lavorativa dedicando momenti precisi a determinate attività può aiutare a ridurre il numero di interruzioni (indesiderate) sul posto di lavoro e il livello di stress.
- Le collaboratrici e i collaboratori desiderano sentirsi apprezzati e coinvolti. Metodi comprovati sono una parola amichevole detta qua e là o l’organizzazione di un gruppo di discussione su salute o temi correlati, in occasione del quale collaboratrici e collaboratori possono esprimersi e, in veste di persone esperte nell’ambito, elaborano soluzioni per la propria situazione lavorativa.
- La consapevolezza viene da dentro di sé. Tecniche individuali e pause consapevoli aiutano a gestire e prevenire lo stress.
