Vorsorge Patchworkfamilie: Paar regelt Vorsorge im Konkubinat

Famiglia mista: previdenza

Ecco come ottimizzare la previdenza per le coppie non sposate

Le famiglie miste (dette anche famiglie allargate) sono ormai all’ordine del giorno. Tuttavia, per queste famiglie la previdenza è spesso più complicata sul piano giuridico se le coppie non sono sposate oppure se della famiglia fanno parte figli nati da relazioni diverse. Chi convive senza essere sposato dovrebbe pianificare attivamente la previdenza, dato che molti diritti non si acquisiscono automaticamente. È necessario prendere decisioni chiare per prevenire eventuali situazioni di emergenza.

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  • Ultimo aggiornamento: marzo 2026
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Perché la previdenza per le famiglie miste è spesso più complicata sul piano giuridico?

La previdenza per le famiglie miste è molto importante perché, dal punto di vista giuridico, le costellazioni patchwork non vengono prese in considerazione automaticamente. Diversamente dalle coppie sposate, in Svizzera non sussiste alcun obbligo reciproco generale di assistenza finanziaria. E la differenza è particolarmente evidente nell’ambito delle prestazioni per i superstiti: i partner che vivono in concubinato non hanno diritto a una rendita vedovile dell’AVS. Chi confida nella legge rischia dunque delle lacune, anche in caso di convivenza pluriennale e anche se la coppia ha sostenuto insieme spese o obblighi comuni.

Inoltre, in caso di coppie non sposate, figli e genitori dei partner deceduti godono di una posizione legale più forte nel diritto successorio. Per quanto questo sia sensato, in assenza di una disposizione successoria chiara, l’ordine dei beneficiari previsto dalla legge può comportare problemi finanziari per il partner o la partner superstite. Si rivela pertanto decisiva una pianificazione attenta della previdenza delle coppie non sposate che vivono in concubinato.

AVS, CP e terzo pilastro: quali regole si applicano alle coppie non sposate?

Per quanto riguarda la previdenza delle coppie non sposate è utile esaminare separatamente AVS, cassa pensioni e terzo pilastro.

Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS)

L’AVS è individuale e mai comune. A differenza di quanto accade per le coppie sposate, nel caso di quelle non sposate non viene applicato il tetto massimo delle due rendite di vecchiaia pari al 150% della rendita massima, il che può essere vantaggioso. Allo stesso tempo, però, in caso di decesso ai partner in concubinato non spetta alcuna rendita per superstiti dell’AVS. Per la previdenza delle coppie non sposate e delle famiglie allargate si tratta di una questione centrale, poiché il reddito del partner può venire meno senza sostituzione alcuna.

Cassa pensioni (secondo pilastro)

I conviventi non vengono automaticamente considerati beneficiari della cassa pensioni. A tal fine si applicano le diverse disposizioni del regolamento di previdenza di ciascun partner. Condizioni minime sono una convivenza ininterrotta di almeno cinque anni, figli in comune del cui mantenimento è responsabile la persona superstite oppure un sostegno sostanziale. Di norma, la clausola beneficiaria deve essere presentata per iscritto quando si è in vita, spesso mediante un formulario della cassa pensioni.

Terzo pilastro

3a pilastro

È possibile designare come beneficiario la propria partner o il proprio partner a condizione che si sia convissuto per almeno cinque anni, che si sia provveduto in misura determinante al suo sostentamento finanziario oppure che questa persona debba provvedere al mantenimento di figli comuni. Se il concubinato è durato meno di cinque anni, e purché non esista né un coniuge né un figlio avente diritto, è possibile designare come beneficiario la persona convivente indicandola come erede nel testamento e informando per iscritto la banca o l’assicurazione competente.

Importante: raccomandiamo di mettere per iscritto l’ordine dei beneficiari e di depositare questo documento direttamente presso la propria banca o assicurazione, poiché spesso un testamento da solo non è sufficiente.

3b pilastro

La clausola beneficiaria nell’ambito del pilastro 3b può essere scelta liberamente. 

La previdenza è in linea con le proprie esigenze?

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Diritto successorio: ecco come possono tutelarsi le coppie non sposate

Spesso, quando si parla della previdenza delle coppie non sposate, il diritto successorio rappresenta un punto cruciale: in assenza di testamento, la persona convivente non rientra tra gli eredi. Un testamento (oppure un contratto successorio nelle situazioni più complesse) serve a fare chiarezza in questi casi. In tal caso occorre prendere in considerazione le porzioni legittime, soprattutto quelle a favore dei figli. È proprio questo fattore a essere particolarmente rilevante nella previdenza delle famiglie miste, perché spesso ci sono figli nati da relazioni diverse.

Un altro aspetto da considerare: l’eredità può essere tassata in maniera differente a seconda del Cantone. Di sovente, alle persone conviventi non viene applicata la stessa aliquota ridotta valida per i parenti stretti. Vale pertanto la pena non solo concentrarsi sulla copertura delle quote di eredità, ma prendere in esame l’intera pianificazione.

Ben tutelati sul piano finanziario in caso di emergenza

Se si vuole essere certi che le persone più importanti siano tutelate sul piano finanziario, l’assicurazione in caso di decesso può essere una soluzione semplice e chiara, soprattutto per le coppie non sposate. Essa consente di designare in modo mirato come beneficiario una persona con cui si convive. A seconda del caso si può scegliere tra un versamento una tantum o una rendita periodica, utile per esempio a coprire le spese ricorrenti (ad esempio ipoteca, pigione, spese per i figli).

Chi garantisce il sostentamento dei figli?

Nelle famiglie miste il legame emotivo tra genitori acquisiti e figli è spesso forte, a differenza della base legale. Se accade qualcosa a un genitore naturale, spesso matrigne e patrigni non hanno alcun diritto di parola automatico nei confronti delle autorità (come l’APMA). Per garantire la stabilità dei figli, è indispensabile una pianificazione proattiva.

  • Designazione delle persone che detengono l’autorità parentale: nelle proprie ultime volontà o in un mandato precauzionale è possibile definire la persona che deve occuparsi dell’assistenza dei figli in caso di proprio decesso o perdita della capacità di discernimento. Ciò non è vincolante per le autorità, ma funge da direttiva decisiva per il bene dei minori.
  • Sostentamento economico: poiché le figliastre e i figliastri non hanno alcun diritto successorio legale nei confronti dei genitori acquisiti, la loro copertura finanziaria dovrebbe essere regolamentata esplicitamente tramite legati o un’assicurazione vita. In tal modo è possibile garantire che anche i figli nati da relazioni precedenti siano tutelati finanziariamente in caso di necessità.
  • Procure: i semplici compiti quotidiani (ad esempio decisioni mediche dal dottore o firme a scuola) possono rivelarsi complicati per matrigne e patrigni. Una procura scritta reciproca per tutti gli aspetti quotidiani fa chiarezza e dà sicurezza già in vita.

Quali aspetti possono essere disciplinati da un contratto di concubinato?

Di primo acchito, un contratto di concubinato sembra poco romantico, nella prassi però è sinonimo di senso di responsabilità. Nel caso delle famiglie miste e delle coppie non sposate aiuta a disciplinare in modo equo la quotidianità e un’eventuale separazione: chi paga quali costi relativi all’abitazione? Che cosa appartiene a chi? Che fine fanno gli oggetti acquistati insieme? E come viene gestito l’immobile acquistato insieme in caso di separazione?

È proprio quando si acquista una casa senza essere sposati che diventa importante mettere le cose nero su bianco: comproprietà, iscrizioni nel registro fondiario e accordi per stabilire chi terrà la casa o continuerà a viverci in caso di separazione. Le parti si risparmiano così fastidiose controversie in un momento in cui le emozioni prendono il sopravvento.

Domande frequenti e risposte

La regolamentazione attiva della previdenza è particolarmente importante in questo caso, poiché spesso le costellazioni di famiglie patchwork e in concubinato non sono tutelate automaticamente sul piano giuridico e un decesso può causare rapidamente lacune finanziarie.

In caso di decesso, alle coppie non sposate non spetta alcuna rendita vedovile dell’AVS, anche se hanno convissuto a lungo.

Le coppie non sposate possono regolare l’eredità con un testamento o con un contratto successorio. Senza una regolamentazione scritta, il partner non sposato non rientra tra gli eredi.

Di solito no, ma dipende dal regolamento di previdenza della rispettiva cassa pensioni.

Consigliamo pertanto di sbrigare le pratiche relative alla clausola beneficiaria direttamente presso la cassa pensioni.

Un testamento può regolare la clausola beneficiaria, ma solo entro i limiti di legge. Anche in questo caso una clausola beneficiaria depositata direttamente presso la propria banca o assicurazione è di solito più chiara e sicura.

Un contratto di concubinato fa chiarezza su spese, proprietà e un’eventuale separazione, evitando controversie quando le emozioni prendono il sopravvento.

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