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Spoofing

Spoofing

Le tecniche utilizzate dai truffatori per simulare una falsa identità

Se sul telefono compare un numero conosciuto, si riceve un’e-mail inusuale dalla propria responsabile o se, dopo aver cliccato sul link contenuto in un messaggio, si viene reindirizzati al sito web delle FFS, potrebbe trattarsi di un falso: uno «spoof». Di seguito spieghiamo come riconoscere lo spoofing e come difendersi.

  • Tempo di lettura: 11 minuti
  • Ultimo aggiornamento: luglio 2026
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L'essenziale in breve

  • Lo spoofing è una tecnica con cui i malintenzionati falsificano la propria identità per apparire affidabili, usando ad esempio un numero telefonico, un sito web o il mittente di un SMS o un’e-mail. Così facendo aggirano i meccanismi di sicurezza umani, organizzativi e tecnici.
  • Tra i campi di applicazione più comuni dello spoofing figurano il telemarketing dall’estero, le frodi finanziarie, il furto di dati (phishing), la diffusione di malware, lo spionaggio, il sabotaggio e la disinformazione.
  • Lo spoofing si riconosce soprattutto dal contenuto e dal contesto della comunicazione. Gli indizi tipici sono un contatto inatteso, un tono urgente e intimidatorio, l’invito a cliccare su un link o un allegato oppure la richiesta di fornire dati sensibili, di effettuare un versamento o di deviare da una procedura abituale.
  • Consigliamo quindi di non farsi intimidire e di non divulgare dati sensibili al telefono o tramite link contenuti in e-mail e SMS. Prima di eseguire qualsiasi operazione, chiedere informazioni all’organizzazione in questione tramite canali ufficiali. Segnalare i casi sospetti online all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS).
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Cos’è lo spoofing?

Lo spoofing consiste nel simulare tecnicamente un’identità attendibile al fine di eludere i meccanismi di sicurezza umani, organizzativi o tecnologici. I call center stranieri ricorrono spesso a questa tecnica per simulare numeri di telefono nazionali. Anche i truffatori utilizzano di frequente lo spoofing negli attacchi di phishing, per falsificare il mittente di un messaggio.

Ambiti di applicazione più comuni dello spoofing

  • Telemarketing illecito: call center esteri simulano un numero di telefono nazionale.
  • Frode finanziaria: finte e-mail aziendali o telefonate con numero e voce contraffatti, per ottenere pagamenti in modo illecito.
  • Furto di dati a scopo di truffa, furto d’identità, vendita sul darkweb, attività di sorveglianza o spionaggio.
  • Diffusione di malware per sottrarre dati sensibili o estorcere un riscatto.
  • Sabotaggio finalizzato a manipolare, danneggiare o distruggere sistemi informatici.
  • Diffusione di informazioni false.

La parola «spoofing» deriva dal verbo inglese «to spoof» e significa «simulare» o «falsificare». Il termine si pronuncia all’inglese: «spùf-ing» con la u allungata e l’accento sulla prima sillaba.

Quali sono i tipi di spoofing più frequenti in Svizzera?

Nella vita quotidiana, le forme più comuni di spoofing in Svizzera riguardano l’ID chiamante, gli SMS, la rete mobile, le e-mail e i siti web.

Secondo l’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) le chiamate con identificativo del chiamante manipolato per simulare quello di un’autorità sono state di gran lunga il fenomeno più segnalato del 2025 e hanno costituito oltre un quarto dei circa 65 000 cyber eventi segnalati in totale.

Anche i casi di phishing e di spoofing delle e-mail sono frequenti nel nostro Paese. Proprio per quanto riguarda lo spoofing delle e-mail, l’UFCS osserva che i truffatori stanno compiendo un numero sempre maggiore di attacchi mirati, ad esempio contro i CEO delle aziende.

Inoltre, per la prima volta, nel 2025 hanno utilizzato su larga scala la tecnologia degli «SMS blaster», dispositivi portatili che si spacciano per antenne di rete mobile reali. Con l’ausilio di questi strumenti i truffatori possono inviare un gran numero di SMS di phishing con mittenti falsi ai cellulari presenti nelle vicinanze, senza il bisogno di conoscere i numeri di telefono.

Lo spoofing dell’ID chiamante consiste nel ricevere una chiamata da un numero di telefono che sembra affidabile, ad esempio quello di una banca o di un ente pubblico. In realtà, però, il numero è stato manipolato dai truffatori con l’obiettivo di sottrarre dati sensibili (il cosiddetto «voice phishing» o «vishing») o di indurre la persona chiamata a effettuare un versamento di denaro.

Esempi di spoofing dell’ID chiamante

Ottobre 2025: nonostante sia vietato dalla legge, molti call center esteri effettuano chiamate utilizzando un numero svizzero. Nell’ottobre del 2025 Swisscom ha pertanto attivato un filtro chiamate avanzato, che nel solo mese di ottobre ha bloccato, secondo le stime, oltre otto milioni di chiamate indesiderate di spam.

Gennaio 2026: nel Cantone di Svitto alcuni criminali hanno sottratto circa 250 000 franchi. Al telefono si sono spacciati per impiegati di una banca: sul display delle vittime compariva il vero numero di telefono della banca. Tramite un finto software antivirus sono riusciti ad accedere ai computer e ai servizi di e-banking delle loro vittime.

Nello spoofing via SMS gli autori degli attacchi falsificano il nome del mittente o il numero telefonico di un messaggio di testo. In questo modo, sul display compare il nome o il numero di un’organizzazione affidabile, come la Posta, una banca o un’autorità federale. L’obiettivo è indurre le vittime a cliccare sui link allegati per indirizzarle verso siti web contraffatti, al fine di ottenere dati sensibili o diffondere malware (cosiddetto «phishing tramite SMS» o «smishing»).

Nel caso dello spoofing del cellulare (cellular spoofing) i truffatori simulano un’antenna di rete mobile reale, avvalendosi delle cosiddette «false base station» o «SMS blaster», e connettono di nascosto gli smartphone presenti nelle vicinanze al proprio segnale radio. A questo punto, sfruttano le vulnerabilità del protocollo di rete mobile per inviare, ad esempio, SMS di phishing, monitorare il traffico dati o individuare la posizione delle vittime.

Esempi di spoofing via SMS e del cellulare

Estate 2025: nel Cantone di Ginevra, 154 persone hanno perso complessivamente circa 1,9 milioni di franchi a causa di SMS di phishing relativi a una presunta multa di parcheggio. Gli SMS sono stati inviati ai cellulari nelle vicinanze tramite un cosiddetto «SMS blaster» nascosto nel bagagliaio di un’auto. Maggiori informazioni sul phishing via SMS

In questo caso si riceve un’e-mail con un’intestazione contraffatta, così da indurre a pensare che il messaggio provenga da un mittente conosciuto o affidabile. I truffatori cercano solitamente di convincere la persona destinataria a rivelare dati sensibili, aprire allegati dannosi o effettuare pagamenti indebiti.

In questo caso i truffatori creano una versione contraffatta del sito web di un’organizzazione affidabile, che a prima vista sembra identica a quella originale. L’obiettivo è indurre l’utenza a inserire dati sensibili, quali password o informazioni sulle carte di credito, oppure diffondere malware.

Esempio di spoofing delle e-mail e del sito web

Maggio 2025: in alcune e-mail false provenienti in apparenza dalle FFS si segnalava che era stato rilevato un acquisto sospetto di biglietti per 224 franchi. Chi ha cliccato su «Non sono stato io» e ha seguito le istruzioni, ha divulgato dati sensibili e installato inconsapevolmente un malware sul proprio dispositivo Android, che a sua volta ha carpito altri dati sensibili. Così facendo i criminali sono riusciti ad esempio ad accedere all’e-banking delle vittime. Maggiori informazioni sul phishing

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Come funziona lo spoofing?

Inizialmente, sia i protocolli di posta elettronica che la rete telefonica mondiale erano stati sviluppati senza meccanismi di sicurezza. Dato che nella loro architettura originaria entrambe le tecnologie si fidano ciecamente del mittente indicato, le informazioni relative al mittente possono ancora essere manipolate con relativa facilità.

Di questa falla si avvalgono ad esempio i call center esteri che simulano intenzionalmente un numero telefonico svizzero. Mediante lo spoofing i truffatori simulano quindi un’identità attendibile per guadagnarsi la fiducia delle loro vittime, ad esempio spacciandosi per la banca, la Posta o la polizia. Successivamente, cercano di indurre le vittime a compiere una determinata azione ricorrendo alla paura, all’autorità, alla compassione e all’urgenza.

Come riconoscere e prevenire lo spoofing?

Spesso non vi sono indizi inequivocabili di spoofing. Gran parte delle chiamate, degli SMS e delle e-mail contraffatte o «spoofate» può essere individuata solo in base al contesto o al contenuto. Negli elementi espandibili abbiamo riepilogato a cosa prestare attenzione.

Poiché lo spoofing sfrutta le falle di una tecnologia, di norma l’utente non può fare altro che stare all’erta. Per difendersi, è bene sensibilizzare le persone con cui si è in contatto e segnalare i casi di frode all’UFSC e le chiamate pubblicitarie sleali alla SECO.

La prevenzione e la gestione tecnica spettano principalmente agli operatori di telecomunicazioni, in caso di spoofing telefonico e via SMS, e all’amministrazione di sistema della rispettiva azienda in caso di spoofing delle e-mail.

Quando si riceve una chiamata, sia il numero visualizzato sul cellulare sia la voce potrebbero essere contraffatti. Questi segnali indicano un caso di spoofing telefonico.

Segnali di spoofing telefonico a scopo di telemarketing:

  • breve silenzio o ritardo dopo la risposta alla chiamata;
  • lieve eco e scarsa qualità dell’audio, voci in sottofondo (call center);
  • nessuna risposta o numero inesistente se si tenta di richiamare;
  • numeri sempre diversi, sebbene a chiamare sia apparentemente sempre la stessa azienda;
  • chi chiama sembra leggere da un copione.

Segnali di spoofing telefonico a scopo di truffa:

  • chi chiama fa solo pochi squilli;
  • urgenza e allarmismo;
  • richieste di password, codici, dati delle carte di credito o denaro contante;
  • richiesta di trasferire denaro su un «conto sicuro».

Segnali che indicano che il proprio numero di telefono viene utilizzato a scopo di spoofing:

  • chiamate di persone che sostengono di richiamare l’utente sebbene quest’ultimo non abbia mai chiamato i loro numeri;
  • chiamate di persone arrabbiate che rimproverano aspramente l’utente, sebbene questi non abbia idea di cosa si tratti.

Maggiori informazioni sul voice phishing (vishing)

Attenzione: gli SMS con l’ID mittente falsificato potrebbero anche comparire nella cronologia degli SMS reali dell’organizzazione.

Prestare attenzione ai seguenti segnali di allarme in ogni SMS:

  • messaggio inaspettato da un’azienda nota o da un ente pubblico con la richiesta di eseguire urgentemente un’azione;
  • richieste di dati di accesso, pagamenti o informazioni personali: gli enti seri non chiedono mai queste informazioni tramite SMS;
  • link a domini sospetti o leggermente modificati, come ad esempio «postch-paket.com» anziché «post.ch»;
  • link abbreviati in cui la destinazione del link non è visibile all’utente, ad esempio: «bit.ly/xyz» o «t.co/abc»;
  • numero del mittente non corrispondente a quello utilizzato di solito e contenente, ad esempio, un codice breve al posto di un numero normale, o viceversa;
  • errori grammaticali e formulazioni insolite.

In caso di dubbio, rivolgersi all’organizzazione tramite canali sicuri, ad esempio contattando il numero ufficiale dell’assistenza.

Maggiori informazioni sul phishing tramite SMS (smishing)

In Svizzera è ancora possibile ricevere e-mail con un indirizzo del mittente corretto, ad esempio appartenente alla propria responsabile, ma che in realtà è contraffatto. Molto più frequenti sono tuttavia i casi in cui il nome del mittente visualizzato è corretto, ma l’indirizzo e-mail contiene errori.

Prestare quindi attenzione ai seguenti segnali di allarme in ogni e-mail e, in caso di dubbio, verificare con il mittente tramite un altro canale gli elementi seguenti.

Mittente

  • Nome mittente ≠ indirizzo mail: ignorare il nome visualizzato e verificare l’indirizzo vero e proprio. Esempio nome mittente: PayPal; indirizzo e-mail: service@paypa1-support.com
  • Errore di ortografia nel dominio: prestare attenzione a ortografie sospette come «paypa1.com», «arnazon-support.com» o «micros0ft.com».

Contenuto del messaggio

  • Urgenza improvvisa: messaggi del tipo «Il tuo account verrà bloccato – agisci immediatamente!» sono un classico segnale di allarme.
  • Richiesta di password o dati: le aziende serie non chiedono mai via e-mail password o dati delle carte di credito.
  • Appellativi generici: solitamente i fornitori seri si rivolgono al destinatario con il nome corretto, non con «Gentile cliente».
  • Errori ortografici e grammaticali: sono spesso un indizio che si tratta di e-mail contraffatte o tradotte automaticamente.

Link e allegati

  • Controllare i link prima di aprirli: passare con il mouse sul link senza cliccarci sopra e controllare l’indirizzo di destinazione visualizzato in basso a sinistra sullo schermo.
  • Allegati inattesi: non aprire allegati inaspettati, soprattutto se provengono da mittenti sconosciuti.

Maggiori informazioni sulle e-mail di phishing

Attenzione: un sito potrebbe essere contraffatto anche se nel browser Internet viene visualizzata l’icona di un lucchetto prima dell’indirizzo. Infatti, ciò significa soltanto che la connessione è cifrata. Prestare quindi attenzione ai segnali di allarme seguenti.

  • L’indirizzo contiene errori ortografici?
  • Fake: «paypa1.com», «arnazon-support.com», «micros0ft.com»
  • Il nome dell’organizzazione è riportato immediatamente prima dell’ultimo punto?
    Fake: «post.ch.sicherheit-check.com»; corretto: «post.ch»
    Fake: «ubs-e-banking.ch»; corretto: «ubs.com/e-banking»
  • L’indirizzo ha un’estensione strana?
    Corretto: «.ch» o «.com»
    Spesso fake: «.net», «.info» o «.xyz»
  • Ci sono link morti sulla pagina web?
    Fake: non succede nulla se si clicca sul cambio lingua, sulle icone dei social media oppure sul link alle condizioni generali di contratto o alle note legali.

Viene chiesto di inserire i dati della carta di credito già al momento del login?
Questo è un chiaro indizio di truffa.

Domande e risposte

Gli estranei possono effettuare chiamate o inviare SMS utilizzando un numero altrui. Sul display della persona chiamata o nel campo «Mittente» dell’SMS contraffatto appariranno quindi il numero o il nome sottratti.

Se la persona richiama il numero contraffatto, di norma verrà reindirizzata all’utente truffato, non ai truffatori. Se qualcuno risponde all’SMS con il mittente manipolato, il messaggio verrà inviato all’utente originale oppure non sarà recapitato (nel caso in cui i truffatori abbiano utilizzato un mittente composto esclusivamente da testo).

Tra l’altro, i truffatori possono chiamare una persona o inviarle un SMS con un numero falso anche se non conoscono il suo numero di cellulare. È però necessario che si trovino nelle vicinanze e che usino un cosiddetto «SMS blaster», ossia un dispositivo portatile che simula un’antenna di rete mobile reale e si collega al cellulare dell’utente.

  1. Segnalare l’accaduto all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS).
  2. Qualora le chiamate moleste dovessero protrarsi per diversi giorni, informare il proprio operatore telefonico e inviargli un elenco in cui sono evidenziate le richiamate e/o le chiamate con numero falso. Se l’operatore non riesce a risolvere la questione, chiedere la modifica gratuita del proprio numero telefonico.
  3. In caso di danno finanziario, sporgere denuncia alla polizia.
  4. Se non si sono subiti danni finanziari ma ci si sente molestati, sporgere denuncia presso una stazione di polizia per abuso di impianto di telecomunicazione e per violazione dell’articolo 3 della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl).
  5. Qualora le chiamate fossero di natura pubblicitaria invadente, ad esempio per la vendita di vino, il cambio di cassa malati o per abbonamenti a quotidiani o riviste, inviare una segnalazione alla Segreteria di Stato dell’economia (SECO). La segnalazione alla SECO è possibile solo se il proprio numero di telefono non è riportato nell’elenco telefonico o è contrassegnato da un asterisco.

Sì, ogni segnalazione fornisce all’UFCS e alla SECO dati aggiuntivi per individuare l’infrastruttura dei malintenzionati e bloccare le loro interfacce tecniche nell’intera rete telefonica. Segnalare potrebbe addirittura essere il modo più efficace con cui l’utente può contrastare lo spoofing.

Se si fornisce il proprio consenso al momento della segnalazione, i dati inviati saranno trasmessi dall’UFCS o dalla SECO agli operatori di telecomunicazioni svizzeri, il che li aiuta nella lotta comune contro lo spoofing delle chiamate.

Poiché sia nel caso dello spoofing dell’ID chiamante che in quello degli SMS, l’ID mittente viene generato tramite un software installato sul computer dei truffatori, non esiste alcun accorgimento tecnico per impedire l’uso scorretto del proprio numero di cellulare da parte di terzi.

Il motivo è legato all’architettura obsoleta della rete telefonica mondiale, sviluppata negli anni Settanta senza controlli di sicurezza e che in origine si fidava ciecamente dell’ID del mittente.

Il social engineering, o «human hacking», indica la manipolazione psicologica mirata delle persone al fine di indurle a rivelare informazioni sensibili o adottare un determinato comportamento. In questo contesto lo spoofing può fungere da strumento tecnico, ad esempio per conquistare la fiducia della vittima tramite un numero telefonico, un indirizzo del mittente o un sito web falsificati.

Lo spoofing è una tecnica utilizzata per assumere un’identità falsa. Un esempio è la contraffazione del numero del mittente visualizzato durante una telefonata. Il phishing rappresenta invece l’obiettivo vero e proprio dell’attacco, ovvero la «pesca» di dati sensibili.

Lo spoofing è quindi lo strumento tecnico con cui i truffatori mascherano in modo credibile un attacco di phishing e lo portano a termine.

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