Immagine che simboleggia il disturbo olfattivo: alcuni pezzi di legno sono disposti uno sopra l'altro in modo incrociato e un uomo sta per dargli fuoco.

Disturbi olfattivi nel diritto di locazione

Cosa fare in caso di odori sgradevoli causati dal vicino?

Fumo di sigaretta, odore di carne grigliata o cannabis: a causa delle immissioni odorose spesso possono nascere liti tra vicini. Ma che cosa dice la legge a tal proposito? Quali sono i diritti degli inquilini e che cosa bisogna tollerare?

  • Tempo di lettura: 7 minuti
  • Ultimo aggiornamento: febbraio 2026
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Cosa si intende per odore sgradevole e quando si verifica?

Per odori sgradevoli (detti anche immissioni odorose o molestie olfattive) s’intende la presenza di odori che arrecano disturbo dentro e attorno all’appartamento locato. Affinché l’inquilina o l’inquilino possa opporsi, l’odore che arreca disturbo deve rappresentare un difetto ai sensi della legge. 

Sussiste un difetto quando l’odore compromette l’utilizzo dell’appartamento locato. Questa situazione non è sempre facilmente comprovabile, poiché gli odori non sono misurabili nel vero senso della parola. È chiaro però che l’odore deve essere particolarmente intenso oppure la sua presenza deve essere frequente affinché sia possibile parlare di un difetto.

Di seguito sono riportati alcuni esempi tratti dalla vita di tutti i giorni.

In una casa plurifamiliare, gli inquilini condividono degli spazi comuni come, ad esempio, il vano scale. L’utilizzo di questi spazi può provocare conflitti, in particolare se in relazione a odori sgradevoli.

La vicina fuma nel proprio appartamento e per aerare le stanze apre sempre la porta che dà sul vano scale, le scarpe lasciate fuori emanano cattivi odori, il vicino mette il suo sacco della spazzatura sul pianerottolo oppure il chihuahua marca il suo territorio nelle aree comuni: che fare? Su questo non c’è dubbio: il vano scale di una casa plurifamiliare serve solo per accedere agli appartamenti e non può essere destinato ad altri usi o essere sporcato.

Se la vicina o il vicino cucina, l’odore del cibo che entra nel proprio appartamento può risultare fastidioso. È ovvio che quando si cucina vengono emanati odori e ogni persona è libera di preparare ciò che desidera. Nessuno può imporre quali alimenti o spezie impiegare. Tuttavia, se gli odori della cucina arrecano disturbo, chi li provoca dovrebbe mostrare rispetto per le altre persone, ad esempio chiudendo la finestra durante la preparazione delle pietanze.

Un’altra possibilità è quella di far controllare la funzionalità della struttura edile, in particolare dei sistemi di areazione e di aspirazione per minimizzare i problemi legati a odori e rumori mentre si cucina.

In linea di principio, in Svizzera si può cucinare anche di notte se si ha riguardo per le proprie vicine e i propri vicini. Se però ciò provoca odori troppo sgradevoli o rumori troppo forti, il vicinato può considerarlo, a ragione, inaccettabile.

In linea di principio, inquiline e inquilini possono fare quello che desiderano sul balcone o nel loro giardino: mangiare, bere, organizzare un aperitivo, dormire o, appunto, grigliare. L’odore del cibo, infatti, fa parte della normale routine quotidiana e deve essere tollerato dal vicinato.

Il contratto di locazione o il regolamento interno può contenere delle disposizioni riguardo al tema delle grigliate. Tuttavia, i locatori non possono emanare divieti a piacimento; questi devono sempre avere una motivazione oggettiva e non essere sproporzionati. Di norma è pertanto inammissibile un divieto generale di grigliare. Al contrario, può essere legale imporre un divieto di utilizzo di grill a carbonella.

È obbligatorio aver rispetto del vicinato. Il barbecue dovrebbe quindi essere utilizzato in modo tale che nessuno sia infastidito dal fumo. Per questo i dispositivi alimentati a carbone o legna sono poco adatti. Se le emissioni di fumo superano la soglia sopportabile, i vicini possono intervenire. I grill a gas o elettrici sono la scelta migliore per ridurre al minimo il fumo.

Quando si sceglie dove collocare il grill si presta attenzione soprattutto alla sicurezza, in particolare per quanto riguarda le scintille, e si pensa poco agli odori. Tuttavia, bisognerebbe anche assicurarsi che vicine e vicini non vengano disturbati in misura eccessiva da odori sgradevoli.

In caso di fiamme libere, come per i bracieri o i grill a carbonella, è richiesta particolare cautela per evitare la fuga di scintille. Il Centro d’informazione per la prevenzione degli incendi (CIPI) raccomanda di mantenere una distanza di almeno 1 metro dai materiali infiammabili e di utilizzare come base un materiale non combustibile. Anche una vasca di raccolta sufficientemente grande ha la sua importanza. Queste direttive sono riportate nelle norme antincendio dell’AICAA (Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio) e nelle disposizioni cantonali.

Se l’odore di profumo dovesse essere così forte e persistente, ad esempio nel vano scale, da compromettere notevolmente la qualità di vita degli altri inquilini dello stabile, si potrebbe parlare di immissioni analogamente a quanto accade per il fumo.

In linea di principio è inammissibile un divieto di fumo generale nel contratto di locazione, poiché questo violerebbe i diritti della personalità degli inquilini. Chi fuma risponde però appieno dei danni causati dal fumo nell’appartamento.

Il vicinato deve tollerare quindi che altri inquilini fumino sul balcone una sigaretta, una sigaretta elettronica o addirittura della cannabis. Fumatrici e fumatori dovrebbero comunque accertarsi che il fumo o il vapore non arrivi nelle camere da letto degli altri appartamenti attraverso finestre aperte o socchiuse.

Se invece un fumatore accanito fuma costantemente sul balcone e le vicine e i vicini si vedono costretti a tenere praticamente sempre le finestre chiuse, tale comportamento può essere considerato eccessivo e di regola il vicinato non è tenuto ad accettare questo livello di odori.

Gli odori intensi che giungono da un ristorante fin nell’appartamento possono compromettere notevolmente la qualità abitativa. In tali casi l’inquilino o l’inquilina può richiedere una riduzione della pigione e l’eliminazione del difetto.

Se al momento del trasloco l’inquilino o l’inquilina era già a conoscenza degli odori causati dal ristorante, diventa più difficile far valere questa pretesa.

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Cosa fare in caso di odori sgradevoli eccessivi?

L’articolo 257f cpv. 2 CO stabilisce che gli inquilini devono usare riguardo verso le vicine e i vicini, il che include anche gli odori.

Se gli odori arrecano disturbo, in primo luogo è sempre consigliabile cercare di parlarne con la vicina o il vicino e spiegare la questione con calma e in modo cordiale. Se così non si ottiene alcun miglioramento, bisognerebbe presentare nuovamente la richiesta a chi causa il disturbo, ma questa volta per iscritto, per motivi probatori. Se anche ciò non serve a nulla, è possibile rivolgersi a chi amministra lo stabile. In tal caso raccomandiamo di utilizzare la nostra lettera modello, allegando una copia della precedente comunicazione.

La locatrice o il locatore può in seguito ammonire la vicina o il vicino facendo riferimento all’obbligo di riguardo. Per fornire aiuto alla locatrice o al locatore a tal proposito, è consigliabile redigere un protocollo in cui vengono riportati gli odori sgradevoli (luogo, data, ora e durata). Se la vicina o il vicino ignora l’ammonimento della locatrice o del locatore, rischia la disdetta del contratto.

In caso di impugnazione, tuttavia, la disdetta sarà efficace solo se gli odori sgradevoli possono essere provati, cosa particolarmente difficile per quanto riguarda le immissioni odorose. Il protocollo e le conferma di altri inquilini colpiti dal problema possono però essere d’aiuto.

Allo stesso tempo esiste anche la possibilità di esaminare le carenze strutturali, come finestre, porte o pavimenti male isolati. Se sono presenti difetti di questo tipo, si può esigere una riparazione del difetto da parte della locatrice o del locatore.

Lettera modello in caso di odori sgradevoli

Che fare in caso di odori sgradevoli? Qui è possibile scaricare la lettera per richiedere l’intervento della locatrice o del locatore

Riduzione della pigione dovuta a odori sgradevoli

La situazione non migliora? È possibile richiedere una riduzione della pigione se il fumo passivo o anche altri odori sgradevoli, come odori eccessivi di cibo, odori sgradevoli costanti nel vano scale ecc., compromettono l’utilizzo dell’appartamento.

Per la riduzione della pigione è decisivo che gli odori sgradevoli siano persistenti ed eccessivi tanto da impedire agli inquilini di utilizzare l’oggetto come pattuito nel contratto di locazione. È possibile richiedere la riduzione della pigione per mezzo della nostra lettera modello, inviandola per raccomandata alla locatrice o al locatore. Occorre considerare che l’onere della prova per i difetti che si fanno valere spetta agli inquilini.

È pertanto consigliabile redigere un protocollo in cui si descrivono gli odori sgradevoli (data, ora e durata) per illustrare la durata del disturbo subito. Per conferire un maggior peso al protocollo, bisognerebbe raccogliere le conferme scritte anche degli altri inquilini interessati dallo stesso problema.

Inoltre, una riduzione della pigione può essere richiesta per la durata del periodo intercorso tra la notifica dei difetti dimostrabile (dunque scritta) alla locatrice o al locatore e l’eliminazione dei difetti. Maggiori informazioni in merito sono riportate nel nostro articolo «Diritti degli inquilini in caso di difetti».

Domande e risposte

Se il fumo penetra nell’appartamento attraverso la finestra oppure rende impossibile l’apertura della stessa, si può considerare un comportamento eccessivo e non deve essere accettato. Bisogna però tollerare il «normale» comportamento in termini di fumo. In caso di fumo eccessivo occorre informare la propria locatrice o il proprio locatore, che dovrà ammonire la vicina o il vicino.

Il vano scale di una casa plurifamiliare serve solo ad accedere agli appartamenti e non può essere sporcato o destinato ad altri usi. Occorre segnalare alla locatrice o al locatore eventuali odori sgradevoli come fumo o scarpe maleodoranti. Questi per legge dovrà adottare le misure necessarie e/o ammonire le vicine o i vicini.

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