Come si forma la muffa in casa?
La muffa si forma dove l’umidità si accumula senza disperdersi. L’aria umida, a contatto con superfici fredde, crea condensa, ad esempio negli angoli, sulle pareti esterne o vicino alle finestre.
Le cause più comuni sono:
- locali riscaldati troppo poco;
- mobili grandi collocati direttamente contro le pareti esterne;
- fonti di umidità, come il bucato steso in casa, molte piante o un acquario;
- difetti dell’edificio, come pareti poco isolate o finestre non ermetiche;
- danni causati dall’acqua, ad esempio da tubature difettose.
Solo in casi eccezionali la causa è unicamente una ventilazione scorretta o irregolare, ad esempio quando le finestre restano sempre ribaltate invece di essere aperte completamente per pochi minuti.
Le conseguenze legali cambiano a seconda che la muffa sia causata da difetti dell’edificio o dal comportamento degli inquilini. Per questo è importante accertarne attentamente la causa.
Assicurazione di protezione giuridica privata
Controversie sul lavoro, stress con il vicino di casa o qualsiasi altra questione giuridica: l'assicurazione di protezione giuridica privata di Protekta vi aiuta a far valere i vostri diritti e vi sostiene attivamente nei vostri sforzi.
Rimuovere la muffa: chi è responsabile?
La responsabilità di eliminare la muffa dipende dalla sua causa. Se la muffa costituisce un difetto dell’immobile locato, ossia se l’alloggio non è nelle condizioni previste dal contratto, deve intervenire il locatore. Se invece la muffa è stata causata dal comportamento dell’inquilino, deve provvedere quest’ultimo. In sintesi, valgono i seguenti principi:
Muffa nell’abitazione in affitto
Secondo l’art. 259a CO, la locatrice/il locatore deveeliminare i difetti dell’oggetto locato, purché non siano stati causati dal comportamento degli inquilini (si veda anche la sezione « Chi è responsabile della muffa? »).
Muffa in cantina
Anche nelle cantine può formarsi la muffaQui occorre fare una distinzione.
- Negli immobili più vecchi un certo grado di umidità nei locali cantina è considerato normale, in particolare se la cantina non è stata rifinita. L’umidità può infatti penetrare dal terreno nelle pareti e causare muffa.
- Negli edifici più recenti o ristrutturati, nei quali è espressamente previsto l’utilizzo della cantina come deposito, ci si può aspettare che i locali cantina siano asciutti. In questo caso la muffa può costituire un difetto.
Attenzione: nelle nuove costruzioni occorrono alcuni anni affinché il calcestruzzo si asciughi completamente. Durante questo periodo di tempo non dovrebbero essere depositati in cantina oggetti sensibili all’umidità.
Quando si ha diritto a una riduzione dell’affitto per la muffa – e quando no?
Se in un’abitazione in affitto si forma della muffa che compromette l’uso dei locali, sussiste un difetto. Secondo l’art. 259d CO, in questi casi gli inquilini possono chiedere una riduzione dell’affitto, indipendentemente dal fatto che la locatrice/il locatore sia responsabile del difetto. È sufficiente che l’utilizzo dell’abitazione sia compromesso. Attenzione: se la muffa è stata causata da una ventilazione o da un riscaldamento inadeguati, il locatore può chiedere all’inquilino il rimborso dei costi.
Importante: la riduzione dell’affitto riguarda esclusivamente l’utilizzo dell’abitazione, non gli oggetti danneggiati. Per questi ultimi può essere richiesto un risarcimento (cfr. sezione più sotto).
Tuttavia, non ogni macchia di muffa giustifica automaticamente una riduzione dell’affitto. È determinante quanto l’uso dei locali sia effettivamente limitato.
Di regola, è possibile chiedere una riduzione dell’affitto quando:
- alcuni locali possono essere usati solo in parte, ad esempio se la camera da letto non è abitabile a causa dell’odore di muffa o dell’umidità;
- la qualità abitativa è chiaramente compromessa, ad esempio da odori sgradevoli o rischi per la salute;
- la muffa si ripresenta oppure si estende su una superficie più ampia.
Un difetto lieve (ad es. una piccola macchia nel bagno che può essere rapidamente eliminata dagli inquilini pulendola) di regola non dà diritto ad alcuna riduzione dell’affitto, o solo una riduzione minima.
Gli inquilini devono inoltre sapere che:
- il locatore può chiedere successivamente il rimborso dei costi se la muffa è stata causata da un comportamento scorretto degli inquilini, ad esempio da una ventilazione o da un riscaldamento inadeguati;
- la riduzione dell’affitto riguarda soltanto la limitazione nell’uso dell’abitazione, non gli oggetti danneggiati. Per questi ultimi può essere richiesto un risarcimento (crf. più sotto).
A quanto ammonta la riduzione dell’affitto in caso di muffa?
L’entità della riduzione dell’affitto in caso di muffa dipende dalla gravità del problema e dalle sue conseguenze ed è quindi valutata caso per caso.
Importante: la valutazione è oggettiva e non dipende da quanto l’inquilino si sente personalmente disturbato. Per avere diritto a una riduzione dell’affitto, l’uso dell’abitazione deve essere notevolmente limitato.
- Situazione: Muffa in più locali, umidità, danni all’intonaco (TF 4A_333/2015)
Riduzione dell’affitto: 17,65% - Situazione: Muffa nella camera dei bambini, nessuna colpa degli inquilini (Trib. sup. BL BJM 2000 141)
Riduzione dell’affitto: 10%
Questi valori sono indicativi. Nel singolo caso decide l’autorità di conciliazione o il tribunale.
Quando si può richiedere un risarcimento per muffa nell’appartamento?
Oltre a una riduzione dell’affitto può entrare in considerazione anche un risarcimento danni, ad esempio se mobili o capi di abbigliamento sono stati danneggiati dalla muffa. A differenza della riduzione dell’affitto, ilrisarcimento danni presuppone però una colpa della locatrice/del locatore. Ciò sussiste di norma quando la locatrice/il locatore viola il proprio obbligo di manutenzione previsto dell’art. 256 CO.
La sola presenza di muffa non è sufficiente. Deve essere dimostrato che:
- sussiste un difetto (muffa) che deve essere eliminato dal locatore
- gli inquilini hanno subito un danno economicamente quantificabile (ad es. mobili o tessili danneggiati)
- il danno è direttamente riconducibile alla muffa (nesso causale)
- il locatore è responsabile della muffa.
Come dimostrare correttamente un danno causato dalla muffa?
Documentare accuratamente i fatti è determinante per far valere le proprie pretese. Servono in particolare:
- fotografie degli oggetti danneggiati (possibilmente con la data)
- un elenco dettagliato dei danni
- ricevute d’acquisto o indicazioni di prezzo per determinare il valore a nuovo
- una stima realistica del valore attuale, tenendo conto dell’età, dello stato e dell’uso degli oggettiImportante: non eliminate subito gli oggetti danneggiati: spesso è necessaria una perizia da parte di un’assicurazione o di uno specialista.
Il ruolo dell’assicurazione mobilia domestica in caso di muffa
L’assicurazione mobilia domestica verifica se il danno è assicurato. La copertura dipende in genere dalla causa.
- Di norma non sono assicurati danni dovuti a umidità da condensa o ventilazione scorretta.
- Possono invece essere assicurati danni da muffa causati da tubazioni difettose.
In caso di dubbio, segnalate subito il dannoall’assicurazione . Inviate fotografie, descrizione dell’accaduto, l’elenco degli oggetti danneggiati e le relative ricevute d’acquisto o indicazioni di prezzo.
Chi è responsabile della muffa?
Spesso non è chiaro che cosa abbia causato la muffa nell’abitazione. La causa è importante per stabilire chi deve eliminarla o pagare eventuali danni: un difetto dell’edificio oppure un comportamento scorretto degli inquilini.
In linea di massima:
- per difetti dell’edificio (ad es. finestre non ermetiche, isolamento insufficiente) risponde la locatrice/il locatore
- per la muffa causata da ventilazione o riscaldamento inadeguati rispondono gli inquilini
Cosa fare se la causa della muffa non è chiara?
Se non è possibile stabilire con certezza lacausa dellamuffa, può essere utile un accertamento oggettivo, ad esempio da parte di uno specialista.
Per raccogliere prove, le locatrici/i locatori possono installare anche cosiddetti data logger (strumenti di misurazione). Questi apparecchi rilevano temperatura e umidità dell’aria per un certo periodo se vi è il sospetto che gli inquilini non ventilino o riscaldino correttamente. Gli inquilini devono in linea di principio tollerarne l’installazione, purché la sfera privata non venga violata (ad es. nessuna registrazione audio o video).
Come si può prevenire la muffa?
Il modo migliore per combattere la muffa è prevenirla. Garantire fin dall’inizio un clima sano negli ambienti aiuta a proteggere la salute, preservare il valore dell’abitazione ed evitare controversie.
Molti casi di formazione di muffa nell’appartamento sono riconducibili a una ventilazione scorretta.
- Aprire completamente le finestre più volte al giorno per 5–10 minuti, invece di lasciarle a ribalta.
- È particolarmente efficace arieggiare creando corrente (aprire contemporaneamente finestre opposte).
- Arieggiare immediatamente dopo la doccia, dopo aver cucinato o asciugato il bucato.
- Arieggiare anche in inverno: riscaldandosi, l’aria fredda può assorbire più umidità.
Le pareti fredde favoriscono la condensa e quindi la muffa sulle pareti.
- Mantenere i locali leggermente riscaldati anche in caso di assenza
- Evitare forti differenze di temperatura tra i locali
- Non spegnere mai completamente il riscaldamento in camera da letto e in bagno
Un semplice igrometro permette di misurare l’umidità nell'abitazione.
- I valori ideali stanno tra il 40 e il 60% di umidità
- Con valori superiori, arieggiare regolarmente o utilizzare un deumidificatore.
Se i mobili sono appoggiati alle pareti esterne più fredde, l’aria non riesce a circolare dietro di essi. Di conseguenza, può formarsi muffa dietro gli armadi o i divani. Lasciare quindi una distanza di 5–10 cm tra i mobili e la parete.
Cosa fare in caso di muffa in un negozio o in un ufficio?
La muffa non colpisce solo le abitazioni private. Anche in locali commerciali, uffici o magazzini può causare problemi seri, sia per l’infrastruttura che per l’attività. Oltre al diritto di locazione entrano in gioco anche aspetti di diritto del lavoro e assicurativi.
I datori di lavoro sono legalmente obbligati a garantire un ambiente di lavoro sano. La muffa negli spazi interni può mettere a rischio la salute dei collaboratori. Se viene rilevata muffa, il caso può essere esaminato dall’Ispettorato cantonale del lavoro o dalla SUVA. Si raccomanda urgentemente un rapido chiarimento delle cause e un risanamento professionale della muffa.
Domande e risposte
Di seguito forniamo le risposte alle principali domande sul tema della muffa nell'abitazione.
Sì, soprattutto la muffa nera può essere dannosa per la salute. Può causare mal di testa, irritazioni delle vie respiratorie o reazioni allergiche soprattutto nei bambini, negli anziani e nelle persone con malattie pregresse.
Sì. Secondo il Codice delle obbligazioni (art. 259a CO) la locatrice/il locatore è obbligata/o a eliminare i difetti dell’oggetto locato, quindi anche la muffa, purché non sia stata causata dal comportamento degli inquilini.
Sì. Le locatrici/i locatori possono utilizzare cosiddetti data logger per misurare umidità e temperatura per un determinato periodo. Ciò è ammesso se vi è il sospetto che gli inquilini non ventilino o riscaldino correttamente. Gli inquilini devono tollerarlo, purché la sfera privata non venga violata.
Dipende dalla causa.
- Locatrice/locatore in caso di difetti dell’edificio, ad es. finestre non ermetiche, isolamento insufficiente o problemi in una nuova costruzione.
- Inquilini in caso di ventilazione o riscaldamento inadeguati.
Spesso coesistono più cause. In tal caso è determinante una perizia da parte di uno specialista (ad es. un risanatore specializzato in muffa).
Altre domande?
La JurLine è disponibile gratuitamente per i clienti della Mobiliare e della Protekta. Avvocati esperti sono a disposizione per rispondere telefonicamente alle vostre domande legali personali.
Desideriamo sottolineare che questi contenuti e i documenti forniti devono essere considerati come informazioni legali generali. Non sostituiscono la consulenza legale nei singoli casi. La Mobiliare e la Protekta declinano ogni responsabilità in relazione al contenuto di questo articolo.






